È uno dei soprannomi più usati e meno spiegati della storia Ferrari. La 250 GT Berlinetta viene chiamata da sempre Tour de France, ma quel nome non è mai stato una denominazione ufficiale della casa: nasce dalle corse, come succedeva spesso in quegli anni.

Una corsa che oggi sembra impossibile

Il Tour de France Automobile non era una gara nel senso moderno del termine. Era una prova a tappe lunga giorni, che attraversava la Francia mettendo insieme circuiti, cronoscalate e trasferimenti su strada aperta. Vincerla non richiedeva soltanto una vettura veloce: richiedeva una vettura che restasse integra dopo migliaia di chilometri, con lo stesso motore e lo stesso telaio.

È questa la ragione per cui il nome ha finito per identificare la 250 GT Berlinetta: era esattamente il tipo di automobile che quella corsa premiava, capace di essere competitiva in pista senza essere fragile su strada.

Le vittorie che hanno creato il soprannome

La 250 GT Berlinetta si impose al Tour de France Automobile nelle edizioni della seconda metà degli anni Cinquanta, in una serie di successi consecutivi che lego' definitivamente il modello alla corsa. Tra i piloti protagonisti di quelle affermazioni figurano Olivier Gendebien e Lucien Bianchi. Alla lista si aggiunge, nel 1957, anche la vittoria alla Targa Florio: la stessa vettura, in un contesto completamente diverso, con le strade siciliane al posto di quelle francesi.

Quando un modello vince ripetutamente la stessa corsa, il pubblico e la stampa smettono di chiamarlo con la sigla di fabbrica. La 250 GT Berlinetta diventò semplicemente "la Tour de France", e così è rimasta.

Dal soprannome al colore

Il passaggio successivo è quello che interessa di più chi oggi configura una vettura nuova: quel nome è sopravvissuto alle vetture che lo avevano guadagnato ed è diventato una tinta. Il Blu Tour de France è oggi uno dei blu storici più riconoscibili del repertorio Ferrari, e viene riproposto sulle vetture contemporanee proprio come richiamo a quella stagione.

È il motivo per cui lo abbiamo scelto come base per una delle nostre proposte: la configurazione Tour de France 70 Anni su Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano nasce esattamente da qui, con la fascia argento sul cofano a richiamare le livree da endurance dell'epoca.

Perché conta, quando si configura oggi

Scegliere un colore storico non è nostalgia fine a se stessa. È il modo più solido per dare a una configurazione un filo narrativo che regge nel tempo: una tinta legata a una storia reale invecchia molto meglio di una tinta scelta perché era di moda quell'anno. Chi comprerà quella vettura fra dieci anni riconoscerà il riferimento; una tendenza, no.

È il principio che guida il nostro lavoro di curatela delle configurazioni: prima si trova la storia, poi si scelgono i codici colore.