Chi legge l'annuncio di una Lamborghini incontra prima o poi due nomi che non indicano un modello: Squadra Corse e Super Trofeo. Compaiono nelle descrizioni, nei nomi dei pacchetti, a volte in una sigla sul posteriore. Non sono formule di marketing: indicano due cose precise — un reparto e un campionato — e saperlo cambia il modo in cui si legge la vettura che si ha davanti.

In sintesi. Squadra Corse è il reparto corse ufficiale di Automobili Lamborghini, costituito nel 2013. Il Super Trofeo è il campionato monomarca che quel reparto organizza, in pista dal 2009. Tutto il resto — sigle, livree, pacchetti carbonio, pinze a contrasto — discende da qui. Un richiamo stilistico a quel mondo non trasforma una vettura in un'auto da corsa, ma dice con precisione a quale famiglia di gusto appartiene una configurazione.

Questo articolo spiega che cosa sono i due nomi, da dove vengono le vetture che li portano e come si distingue un richiamo estetico da una derivazione tecnica reale. Nessun prezzo, nessuna quotazione: soltanto i fatti che servono per leggere una scheda.

Squadra Corse: il reparto corse di Sant'Agata

Squadra Corse è la struttura con cui Lamborghini gestisce la propria attività sportiva: le vetture da competizione per i clienti, i programmi GT e lo sviluppo dei prototipi. La casa la indica come costituita nel 2013. È una data che vale la pena tenere a mente, perché arriva dopo il campionato monomarca: quando Squadra Corse nasce, il Super Trofeo corre già da quattro stagioni. Il reparto non ha inventato le corse in Lamborghini, le ha messe sotto un tetto unico.

Da allora il perimetro si è allargato in due direzioni. La prima è il GT3, cioè la categoria con cui le vetture di una casa corrono contro quelle delle altre: la Huracán GT3 è stata presentata a fine 2014, ha corso dal 2015 e ha vinto la sua prima gara a Monza; nel 2019, finita l'omologazione quadriennale, è arrivata la GT3 EVO, e nel 2023 la GT3 EVO2, con cui il modello ha raggiunto la centocinquantesima vittoria GT3 al Nürburgring. La seconda direzione è il prototipo: la SC63, svelata al Goodwood Festival of Speed del 2023, è secondo la casa il primo motore da corsa e il primo prototipo sviluppati interamente in casa.

Per chi compra una vettura stradale questo conta per una ragione sola: significa che i richiami racing del catalogo Lamborghini hanno un referente reale e documentabile, non un'atmosfera generica. È il contrario di quello che succede quando un allestimento si chiama «sport» e basta.

Il Super Trofeo: un campionato di sole Lamborghini

Il Lamborghini Super Trofeo è un campionato monomarca: in pista ci sono soltanto Lamborghini, tutte meccanicamente uguali, e la differenza la fanno i piloti e i team. Ha debuttato in Europa nel 2009, con la prima gara ad Adria; si è esteso all'Asia nel 2012 e al Nord America nel 2013.

Dal 2013 le serie regionali convergono in un appuntamento unico di fine stagione, i World Final (o Grand Finals): la prima edizione a Vallelunga nel 2013, poi Sepang nel 2014 e Sebring nel 2015. La decima edizione, di nuovo a Vallelunga nel 2023, ha registrato secondo la casa un record di 94 vetture iscritte — un numero che dice meglio di qualsiasi slogan quanto il programma clienti sia il cuore dell'attività sportiva Lamborghini.

Il campionato è diviso in classi che separano i professionisti dai piloti amatori: Pro, Pro-Am e Am, più una categoria di ingresso. Il nome di quest'ultima è riportato in modo non concorde dalle fonti consultabili — compare come «LB Cup», «Lamborghini Cup» e «LB Gentleman Trophy» a seconda della stagione e del documento — e il punto resta quindi da verificare sul regolamento ufficiale dell'anno in corso. La sostanza non cambia: è un campionato costruito perché un cliente possa correre, non soltanto guardare.

Tre generazioni di vetture da campionato

Il Super Trofeo ha cambiato vettura due volte in oltre quindici stagioni, e la terza è già annunciata. Vale la pena vederle insieme, perché ogni generazione corrisponde a un modello stradale diverso — ed è da quel modello che arrivano i richiami che poi si trovano nelle configurazioni.

GenerazioneStagioniChe cosa la caratterizza
Gallardo Super Trofeodal 2009 (secondo le fonti di settore fino al 2014)La vettura con cui nasce il campionato, derivata dalla Gallardo. È l'origine di tutto il linguaggio visivo successivo: livree di team, numeri di gara, grafiche a contrasto.
Huracán Super Trofeodal 2015, poi EVO e, dal 2022, EVO2La generazione più longeva, con due evoluzioni successive. È la vettura da cui discende direttamente la versione stradale omologata, la STO.
Temerario Super Trofeopresentata nel 2025, in gara dal 2027Svelata ai World Final di Misano. V8 biturbo tarato su circa 650 CV, trazione posteriore e cambio sequenziale a sei rapporti condiviso con la GT3: la componente ibrida della vettura stradale, in pista, viene eliminata.

L'ultima riga merita una nota, perché è controintuitiva: la versione da corsa della Temerario è meno potente di quella di serie e rinuncia all'ibrido. In pista contano peso, costanza di rendimento e semplicità di gestione, non la cifra massima. È esattamente il tipo di ragionamento che distingue una vettura da competizione da una vettura stradale veloce, e il motivo per cui «derivata dalle corse» non è sinonimo di «più estrema in tutto».

«Omologata»: quando la pista passa sulla strada

Il caso più chiaro è una sigla di tre lettere. STO sta per Super Trofeo Omologata: la Huracán STO, presentata il 18 novembre 2020, è il tentativo dichiarato di portare su strada la vettura del campionato monomarca, aerodinamica compresa. V10 aspirato da 640 CV, trazione posteriore, cofano anteriore in carbonio, ala regolabile, impianto frenante CCM-R; le fonti di settore ne indicano il peso a secco in 1.339 kg.

Qui il nome non è un richiamo: è una descrizione. Ed è la ragione per cui una STO si legge in modo diverso da qualsiasi altra Huracán — nel bene e nel meno comodo. Nell'esemplare che seguiamo in atelier, una Huracán STO del 2023, la differenza si vede prima nei dettagli tecnici che nella livrea: è una vettura nata per il cronometro, e chi la compra lo sa.

Che cosa vuol dire «Squadra Corse» in una configurazione

Qui serve una distinzione onesta. Non esiste una livrea Super Trofeo ufficiale unica da riprodurre: le vetture del campionato cambiano grafica da team a team e da pilota a pilota, e il configuratore stradale non offre numeri di gara o decal personalizzate. Quello che si può fare — e che ha senso fare — è tradurre la palette di quel mondo: una tinta tecnica e neutra come fondo, colori vivi concentrati su pinze e dettagli, carbonio dove in pista l'aerodinamica è a vista, abitacolo a contrasto.

È esattamente il criterio con cui abbiamo costruito la Temerario «Squadra Corse» KBMSA-2026-0020: Grigio Nimbus, pinze CCB in giallo, cerchi Velador forgiati in nero lucido, pacchetto carbonio opaco su splitter, diffusore, prese d'aria e calotte specchio, interni nero Ade e Giallo Taurus con cinture in tinta. Sulla pagina della configurazione sono annotati anche i limiti incontrati, incluso il fatto che nessun numero di gara sia applicabile: è una traduzione, e lo diciamo.

La Revuelto SV «Da Pista a Strada» mostra il passaggio successivo. Lì la grafica a contrasto non è un adesivo ma una livrea di fabbrica, e il configuratore impone una scelta: o la livrea, o il pacchetto carbonio esteso: non entrambi. Avere documentato quel conflitto vale più di una dichiarazione d'intenti, perché è il genere di vincolo che si scopre solo configurando davvero una vettura.

Il livello sotto è quello dei colori e dei nomi, che in Lamborghini hanno una storia propria: abbiamo raccontato da dove arrivano le sigle e i nomi dei modelli parlando dei nomi dei tori, da Miura a Revuelto, e come i colori delle corse siano diventati identità di marca nell'articolo sul Rosso Corsa e i colori nazionali.

Come si legge un richiamo racing su una vettura in vendita

Tre domande, in quest'ordine, risolvono quasi ogni dubbio davanti a un annuncio.

È una derivazione tecnica o un richiamo estetico? La prima si vede nella meccanica e nell'aerodinamica — trazione, impianto frenante, appendici funzionanti, peso — e in genere compare nel nome della versione. Il secondo vive su carrozzeria, cerchi, pinze e abitacolo. Sono due cose legittime e diverse: il problema nasce solo quando la seconda viene raccontata come se fosse la prima.

Il nome è ufficiale o descrittivo? «STO», «Super Trofeo», «GT3» sono denominazioni della casa e si verificano sulla distinta. «Ispirata al Super Trofeo», «stile Squadra Corse» o «configurazione racing» sono descrizioni — nostre comprese — e vanno lette come tali.

La distinta lo conferma? Pacchetti carbonio, impianto CCB o CCM-R, sedili, cinture e materiali compaiono riga per riga nella distinta degli optional. È lì che un richiamo diventa un fatto, e su questo abbiamo già scritto parlando degli optional che reggono il valore nel tempo.

Nel nostro lavoro quotidiano questo controllo si fa in due momenti: all'ingresso, quando una vettura ci viene proposta e ne verifichiamo configurazione e storia — chi vuole partire da qui può chiederci una valutazione in acquisto — e all'uscita, sulle Lamborghini usate che seguiamo a Milano. Chi invece sta costruendo la propria configurazione da zero trova nel Milano Spec Atelier lo stesso principio applicato all'inizio: decidere che cosa si vuole dire con una vettura prima di scegliere l'opzione.

Un richiamo non è una provenienza

Resta un punto che tiene insieme tutto. Una vettura stradale con pinze gialle e carbonio opaco non ha corso nel Super Trofeo, e non deve pretendere di averlo fatto: il valore di quel linguaggio sta nella coerenza, non nell'ambiguità. Una configurazione che richiama il campionato monomarca è interessante perché sceglie una direzione e la tiene — tinta tecnica, contrasti concentrati, niente accumulo — e perché quella direzione ha un riferimento reale, con date, vetture e circuiti verificabili.

Il contrario, cioè un'auto coperta di rimandi sportivi senza un filo, è il modo più rapido di rendere illeggibile una vettura. Ne abbiamo parlato tra gli errori da evitare quando si configura una supercar: vale per il carbonio, vale per i colori, e vale anche per le citazioni.

I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari e sono nominati a fini descrittivi. Questo articolo ha scopo informativo.